Demenza e deambulazione: studi clinici correlati

Studio Clinico disabilità

Studi clinici dimostrano come la demenza dell’età anziana è strettamente collegata a disturbi di tipo cognitivo, inoltre negli stati iniziali della malattia possono insorgere anomalie nella deambulazione.
Queste anomalie sono caratterizzate da cambiamenti dell’andatura e aumento del rischio di caduta, anche nelle prime fasi della malattia.
Fortunatamente grazie a strumenti ortopedici come i deambulatori per anziani è possibile ristabilire una corretta deambulazione quando il decorso della malattia è ancora agli inizi. Ma leggiamo insieme lo studio clinico di ricercatori Olandesi e i risultati di questi studi correlati.

Relazione tra funzione esecutiva e motoria

Ultimi studi scientifici hanno indagato la relazione tra la funzione esecutiva e la variabilità dell’andatura e la stabilità durante il singolo compito e il doppio compito di camminare in persone con e senza demenza. Il campione di studio era costituito da tre gruppi: quindici pazienti affetti da demenza (di età compresa tra i 75 ei 87 anni), quattordici anziani sani (di età compresa tra i 75 e i 85 anni) e dodici anziani relativamente giovani (di età compresa tra i 55 e i 70 anni).

I partecipanti sono stati sottoposti a test neuropsicologici e test di deambulazione singola e doppia mentre indossavano un accelerometro. Le misure di outcome includono misure relative al passo come la media e il coefficiente di variazione del tempo del passo e misure dinamiche riguardanti l’ampiezza, la scorrevolezza, la prevedibilità e la stabilità locale delle accelerazioni del tronco.

Sono state trovate correlazioni da moderate ad alte tra compiti esecutivi e parametri di andatura. In conclusione, questi risultati indicano che una diminuzione della funzione esecutiva svolge un ruolo importante nell’aumentata variabilità dell’andatura nei pazienti con demenza; un fatto che dovrebbe essere preso in considerazione quando si progettano gli interventi sul rischio di caduta per questa popolazione. Inoltre, i risultati indicano che le misure di variabilità e stabilità dell’andatura dovrebbero essere considerate valide nella diagnosi di demenza.

Conclusioni

Dai risultati emersi dai presenti studi clinici correlati è evidente che correggere i malfunzionamenti motori in presenza di fattori quali demenza e ritardo cognitivo possono aiutare il paziente a migliorare la sua indipendenza motoria, quindi l’utilizzo di strumenti ortopedici come i deambulatori possono facilitare molto il decorso della malattia.